Il cane anziano e l’attività cognitiva (passando per l’Alzheimer)

Il cane anziano e l’attività cognitiva (passando per l’Alzheimer)

Man mano che il tuo cane invecchia, potresti notare che sta mostrando problemi nella memoria e altri cambiamenti comportamentali. Analogamente alle persone anziane, i cani anziani possono soffrire di una sindrome chiamata Disfunzione Cognitiva Canina (DCC), che è spesso paragonata al morbo di Alzheimer nelle persone perché i sintomi sono simili. Questi includono i vuoti di memoria, il disorientamento, il non riconoscimento dei membri della famiglia, l’interruzione o alterazioni del ciclo del sonno e altre modificazioni del normale comportamento e stato mentale.

Non solo i sintomi comportamentali del cane sono simili a quelli delle persone con la malattia di Alzheimer, ma anche i cambiamenti che avvengono nel cervello del cane che invecchia sono simili.

La Disfunzione Cognitiva Canina è straordinariamente comune e, basandoci sui dati disponibili, sembra che il 25% dei cani di età superiore ai 10 anni mostri almeno uno dei principali sintomi associati all’invecchiamento cerebrale. Nei cani di età pari o superiore a 15 anni, oltre il 60 percento sono in parte colpiti.

In questo articolo non è mia intenzione entrare specificatamente nè nelle diagnosi differenziali delle patologie del cane anziano, nè nelle terapie più adeguate. Mi basti dire che è possibile trattare con ottimi risultati questo tipi di problemi, ma che è fondamentale rivolgersi ad un esperto Veterinario Comportamentalista che ci indirizzerà verso la strada migliore. Le terapie possono includere modificazioni ambientali e nella relazione cane-famiglia, così come tecniche di modificazione comportamentale, cambiamenti nella dieta, supporti farmacologici e – questo il tema che mi preme – un programma di attività mentale.

Nessuno sa per certo che cosa causi la malattia di Alzheimer o la disfunzione cognitiva canina, tuttavia, si sono accumulate prove che suggeriscono che lo stile di vita di una persona può essere importante. Uno dei fattori più significativi nell’evitare il declino dell’abilità di pensiero implica il mantenersi mentalmente attivi. Negli esseri umani le persone che si impegnano in attività mentali, come risolvere cruciverba o giocare, impegnarsi in nuove attività, seguire corsi, viaggiare, leggere o impegnarsi in attività sociali con molte persone diverse, tendono ad avere maggiori probabilità di evitare il normale declino legato all’età nelle abilità mentali.

Norton Milgram, dell’Università di Toronto, ha dimostrato che mantenendo i cani anziani mentalmente attivi (nel suo laboratorio usa i beagles), gli effetti del deterioramento mentale legato all’età sull’apprendimento e sulla risoluzione dei problemi possono essere notevolmente rallentati o addirittura invertiti.

Per quelli di noi che vogliono dare al nostro cane il vantaggio di un cervello più efficiente, a qualsiasi età, è fondamentale mantenere la mente del cane attiva, esponendolo a nuove esperienze, dandogli nuove cose da imparare e giochi di problem solving.

Alcune esperienze possono venire semplicemente dal portare il cane in posti nuovi e su percorsi diversi durante le passeggiate quotidiane. Tuttavia, un po’ di sforzo per porre domande a cui il tuo cane deve rispondere funzionerà ancora meglio! I giochi di attivazione mentale o problem solving sono la risorsa migliore che abbiamo: giochi appositamente disegnati per far ragionare il cane e attivare processi cognitivi. All’interno del gioco si nasconde del cibo appetitoso e il cane dovrà capire il modo per arrivare al premio e quindi dovrà comprendere risolvere il quiz.

I giochi di attivazione mentale stimolano la mente del nostro cane, lo invitano a ragionare e accendono nuove connessioni cerebrali.

Per questo l’attività mentale è importante ad ogni età e ai nostri pet più anziani e maturi non possiamo assolutamente farla mancare come prevenzione…oltre che come divertimento!

dott.ssa Eleonora Mentaschi, info@ilmiocane.net

Nota della redattrice: questo articolo è scritto su ispirazione di alcuni testi del Prof. Stanley Coren

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