Post quarantena: che fare?

La profonda e repentina variazione delle nostre abitudini e l’isolamento sociale dovuto alle misure di contenimento dell’epidemia che ci ha colpito, non potevano non avere delle conseguenze sul comportamento dei nostri cani.

Dalle info che sto raccogliendo da clienti e colleghi si sta evidenziando in parecchi cani (come in molti di noi del resto) un abbassamento della soglia di irritabilità.

I motivi potrebbero essere:

  • variazione delle abitudini e scarsa plasticità mentale ad accettare i cambiamenti (cani anziani e/o introversi);

  • troppo silenzio, e il cane si mette in allerta perché può pensare che c’è qualcosa che non va;

  • uscite brevi e monotone, con esplorazione olfattiva molto limitata o nulla;

  • difficoltà o impossibilità di avere socializzazioni co/interspecifiche che prima erano scontate ed abitudinarie; ora il cane vive la frustrazione di non socializzare, e il crescente sospetto, vedendo l’atteggiamento del proprietario, che ora siano diventate situazioni negative, da evitare;

  • avere sempre in casa qualcuno, il che può significare, anche, non avere più i propri spazi e tempi di riposo, specie se il cane vive con bambini, e con televisioni sempre accese;

  • avvertire che il clima in casa è spesso pesante ed “elettrico”.

Un altra variazione che si è notata in alcuni cani è un aumento della territorialità, quindi del senso di protezione di un territorio. Questo penso sia l’effetto di alcuni fattori citati sopra, tipo il troppo silenzio, il che porta il cane a sentire abbai e comunque a percepire la presenza di altri cani a distanze molto superiori di prima (per lui nuovi arrivati nel quartiere, non li aveva mai sentiti), e il difetto di socializzazione cospecifica (cane-cane) nelle brevi e limitate uscite, a volte gestite male dai proprietari.

Un altro cambiamento i cui effetti ora sono silenti, ma temo esploderanno fra poco, è l’abitudine a stare con noi, ad avere sempre qualcuno in casa.

Tutti noi ci auspichiamo di poter tornare presto al lavoro, e che bambini ed adolescenti tornino a scuola. Alcuni cani però non riusciranno da soli ad adattarsi alla nuova situazione, e quindi andranno aiutati (contattatemi) a superare questo nuovo brusco ed infelice cambiamento.

Quello che mi sento di consigliarvi è:

  • favorite le socializzazioni con i cani che il vostro conosce già; in ogni caso coi guinzagli non in tensione, e di lunghezza opportuna, si potrà sempre stare ad almeno 2 mt o più di distanza dall’altro proprietario;

  • lasciate perdere le socializzazioni con i cani che non conosce. In questo momento gli spazi sono ristretti, i cani sono più irritabili, il nostro umore potrebbe non essere dei migliori, la nostra apprensività aumentata, e la nostra capacità di movimento ed intervento limitata, quindi tirate dritto sempre esprimendo una serena e risoluta fermezza. Il vostro cane non deve avvertire nulla di negativo in voi, deve solo pensare che state andando da qualche parte ed in quel momento avete deciso che non ci si poteva fermare, niente di più;

  • lasciamogli più tempo e occasioni del solito per fare esplorazione olfattiva;

  • diamogli tempo, nel caso, se dovesse fermarsi ad osservare le persone che vede per strada con la mascherina, e che non lo degnano di attenzione; non diamo per scontato che capiscano immediatamente che sono umani con qualcosa davanti alla bocca, e non degli animali nuovi che non conosce;

  • in casa cercate di stimolare i cani; vanno bene le palline, un pochino di “tira e molla” (ma con sessioni molto brevi) etc.. Cercate però di impegnarlo in attività un po’ più mentali e gratificanti. In casa possiamo inventarci diverse attività di ricerca olfattiva ad esempio, anche in spazi limitati, basta solo accendere la fantasia. Ci sono poi in commercio diversi giochi di attivazione mentale, vedi zooplus.it ad esempio, ma che possiamo anche costruirci in casa da soli in pochi minuti;

  • Lasciate il cane a casa da solo ogni tanto; andate in cantina, in solaio, a fare un giro in cortile, a trovare la vicina del piano di sotto, vedete voi, inventatevi qualcosa per lasciare il cane qualche minuto da solo, e potersi rendere conto che non è la morte di nessuno.

Queste sono le mie prime considerazioni, scritte un po’ di getto, che mi sento di condividere con voi. Spero possano esservi utili nell’immediato, e… inutili presto, perché questo significherà che siamo tornati alla nostra vita normale di tutti i giorni.

Senza però dimenticare ciò che di positivo questa esperienza ci ha insegnato.

Davide Bisaschi

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