Tanax, Veterinario condannato (pena sospesa): 1 anno e 2 mesi

TRIBUNALE DI ROVIGO
Tanax, Veterinario condannato (pena sospesa): 1 anno e 2 mesi

11 Ottobre 2018

Il cane morì per un’iniezione di Tanax. Il Medico Veterinario che la somministrò ha spiegato al giudice come si è arrivati all’eutanasia.

I fatti risalgono al 2015 e ieri il giudice monocratico del tribunale di Rovigo ha emesso una condanna di un anno e due mesi di reclusione, con interdizione all’esercizio professionale per un anno. Secondo l’accusa si è trattato di un atto di crudeltà non necessario.

Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, il veterinario ha ricostruito così la vicenda: “Io ero stato contattato dal (proprietario,ndr)che mi aveva presentato una situazione difficile di un cane che non riusciva a gestire e che era diventato aggressivo”- ha dichiarato al giudice nella sua deposizione spontanea. Inizialmente ero un po’ titubante perché mi ero ricordato che ero andato a vaccinare questo cane ed avevo avuto grossissimi problemi. Ma alla fine sono andato a casa sua, mi sono fatto convincere”

“Una situazione particolare- a detta del professionista-  il cane era davvero aggressivo, mi saltava addosso e in qualche modo ho tentato di tutelarmi. Ho provato a fare una visita ma non era possibile. Allora – ha proseguito- ho tentato di anestetizzarlo, ho caricato una siringa con l’ago lungo ma il cane, appena mi sono avvicinato, mi è saltato addosso ed ha spezzato l’ago. Era evidente che l’animale aveva dei problemi ed ho paragonato questa situazione ad altre che mi erano capitate. Questa situazione, a mio avviso, era da collegare a malattie del sistema centrale e del sistema periferico. Poi aveva anche altri problemi, era magro ed aveva chiazze sulla pelle”.

Il proprietario – sempre secondo la dichiarazione spontanea del Veterinario -“ha insistito con la storia della moglie che cadeva per terra e il cane le saltava addosso, un animale che era scappato anche dal canile. O non volevano più tenerlo. Comunque io ho detto che cercavo di dare una mano per risolvere la situazione. Ho deciso che sarebbe stata meglio l’eutanasia, mi sono visto in una situazione di questo tipo, basato sui racconti (del proprietario, ndr), sulla situazione della moglie, una cosa ormai insostenibile. E ho proceduto con questo farmaco, il Tanax”.

Infine ha precisato: «Non sono andato là con quella volontà, volevo visitare il cane, ma le cose si sono accavallate per cui alla fine ci siamo trovati in questa situazione”.

Condannato anche il proprietario– Il cane non era più voluto dal suo padrone, che prima di affidarlo al veterinario per la soppressione aveva provato – secondo quanto riporta il Corriere della Sera- a sbarazzarsi dell’animale gettandolo dal finestrino della sua auto in corsa. Poi il cane venne riportato al canile e attraverso il microchip al suo proprietario, che ieri è stato condannato a 14 mesi di reclusione.

Risarcimento a Enpa– La pena è sospesa per entrambi i condannati, mentre il danno da risarcire è stato quantificato in 3.500 euro. “È una decisione rilevante – secondo l’avvocato dell’Enpa Ricci – perché sancisce un principio importantissimo. Un veterinario non può accettare passivamente le richieste di una persona ed uccidere un cane senza prima aver svolto tutti gli accertamenti di legge sullo stato di salute dell’animale, altrimenti non solo tradisce il suo lavoro ma commette un reato”.

Fonte: Articolo tratto da Anmvioggi.it